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DROGA: 26 ARRESTI E SEQUESTO DI BENI PER UN MILIONE DI EURO

Scritto il 28 Gennaio 2010 alle ore 09:51:44 da Kuno

Associazione finalizzata al traffico internazionale, spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti e detenzione abusiva di armi. I Carabinieri del Gruppo di Ostia, a conclusione dell'indagine convenzionalmente denominata “Maiquetia”, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 26 persone, emessa dal gip del Tribunale di Roma. L'indagine del nucleo investigativo ha consentito di individuare due distinti sodalizi criminali che rifornivano di ingenti quantitativi di cocaina ed hashish il litorale e la provincia di Roma.


L'indagine ha preso spunto dal sequestro di un carico pari a un chilo di cocaina avvenuto ad Acilia nel 2007. In seguito a tale episodio venivano avviati una serie di complessi accertamenti che consentivano di intercettare un corriere colombiano con due chili di cocaina e di individuare due distinte organizzazioni criminali operanti a Roma e provincia, dedite al traffico e allo spaccio di droga.



Le organizzazioni

La prima organizzazione aveva base operativa a Ostia ed era capeggiata dai fratelli Fasciani che utilizzavano una fitta rete di spacciatori (tra questi anche un ex guardia giurata ed un dipendente di una compagnia telefonica il quale, per ricevere o consegnare dosi di cocaina, non esitava a muoversi durante le ore di lavoro, utilizzando l'auto con le insegne della ditta). Sono state accertate, inoltre, anche delle cessioni di cocaina effettuate all'interno di una comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti nella provincia di Latina. Basi operative del gruppo erano in particolare il forno di Castelporziano, nonché lo stabilimento Village di Ostia.



Parallelamente ne è stata individuata una seconda che importava droga dal Paraguay. Tale sodalizio, composto da italiani e sudamericani, introduceva in Italia cospicui quantitativi di cocaina attraverso i viaggi di alcuni giovani corrieri paraguaiani. Sono state ricostruite almeno quattro importazioni tramite le quali sono stati introdotti in Italia circa cinque kg di cocaina purissima, che, introdotta sul mercato avrebbe fruttato almeno 300 mila di euro. I metodi utilizzati dai corrieri prevedevano principalmente il collaudato sistema dell'ingestione di ovuli, ma in un caso anche un metodo più artigianale: una donna è stata infatti arrestata con circa un kg di cocaina occultata all'interno di un abbondante reggiseno.



Beni sequestrati

In occasione dell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare si è anche proceduto al sequestro di beni mobili e immobili per un valore pari a circa un milione di euro. Si tratta in particolare dell'attività del forno ubicato in via Castelporziano per un valore di 300 mila euro, una villetta e un appartamento a Torvaianica rispettivamente del valore di 250 mila e 200 mila euro, un locale ufficio e un posto auto a Fiumicino del valore rispettivamente di 150 mila e 10 mila euro; cinque conti correnti, una cassetta di sicurezza, tre auto e due moto. La confisca dei beni è ormai da considerare un vero e proprio attacco degli organi statali contro i capitali di formazione illecita; e ciò nella precisa convinzione che la semplice repressione delle responsabilità penali personali non è sufficiente ad eliminare la pericolosa criminalità, in quanto le riserve di capitale consentono di rimpiazzare con altri uomini quelli arrestati e di ricostituire i depositi di armi ed esplosivi sequestrati.